F.A.Q. sul nullaosta al ricongiungimento familiare

1. A quale Sportello Unico deve essere presentata la richiesta di nullaosta?
Attraverso la nuova procedura online di presentazione della domanda il sistema, tramite i dati forniti, individua lo Sportello Unico competente al rilascio del nullaosta.

2. Perché deve essere allegato il passaporto o altro documento d’identità?
Perché l’eventuale mancanza di corrispondenza tra i dati anagrafici riportati nel nullaosta con quelli riportati sul passaporto del cittadino straniero non consentirà la concessione del successivo visto d’ingresso.

3. Il certificato di idoneità alloggiativa, rilasciato dai competenti uffici comunali, deve essere presentato in originale?
Sì.

4. Dove si richiede il certificato di idoneità alloggiativa?
Deve essere richiesto dallo straniero al Comune del luogo dove è situato l’alloggio.

5. Cosa si deve produrre per dimostrare che il contratto di affitto è stato tacitamente rinnovato?
Occorre copia del Modello F23 relativo al pagamento all’ Ufficio del registro della tassa annuale.

6. Cosa si deve presentare in caso di cumulo di reddito con familiare convivente?
Il familiare convivente deve dimostrare il proprio reddito con la documentazione relativa al lavoro.

7. A chi deve essere presentata la documentazione attestante la situazione familiare?
Al momento della richiesta del visto d’ingresso nel territorio dello Stato italiano, il familiare per il quale è richiesto il nullaosta, dopo averlo ricevuto, presenta all’autorità diplomatico consolare competente per il Paese di provenienza la certificazione attestante il rapporto di parentela, matrimonio, minore età e ogni atto di stato civile necessario, debitamente tradotta e legalizzata.

8. Cosa succede nel caso in cui la certificazione richiesta non sia reperibile per mancanza della competente autorità straniera o non presenti la necessaria affidabilità?
La rappresentazione diplomatica presso il Paese di provenienza (o comunque competente) dei familiari rilascia la documentazione sulla base dell’esame del DNA effettuato a spese degli interessati.

9. Com’è documentabile lo stato di salute dei figli maggiorenni a carico?
Attraverso la certificazione rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente per i Paese di provenienza dei familiari per i quali è stato richiesto il ricongiungimento

10. Come avviene il rilascio del nullaosta?
Lo Sportello unico per l’immigrazione, verificata la completezza e la regolarità della documentazione convoca il richiedente che dovrà portare una marca da bollo da 16,00 euro. Al richiedente viene inoltre fornita comunicazione scritta con il numero telefonico dello Sportello Unico al quale rivolgersi per fissare la successiva convocazione del familiare presso lo sportello medesimo, per la richiesta del permesso di soggiorno, entro 8 giorni dall’ingresso in Italia.

11. Entro quanto tempo potrà essere utilizzato il nullaosta?
Potrà essere utilizzato entro 6 mesi dalla data di rilascio.

12. Può essere delegato qualcuno per il ritiro del nullaosta?
Sì, occorre la delega, una copia del documento del delegante e una copia del documento del delegato.

13. Cosa deve fare lo straniero richiedente una volta ricevuto il nullaosta?
Deve farlo pervenire nel Paese di provenienza al familiare, che si deve recare alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana per chiedere il visto di ingresso per ricongiungimento e presentare la documentazione attestante il legame di parentela.

14. Dove va presentata la richiesta di visto di ingresso per ricongiungimento familiare?
Presso le Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nello Stato di origine o di stabile residenza dello straniero.

15. Cosa deve contenere la domanda per il rilascio del visto e quali documenti devono esservi allegati?
La domanda deve contenere le generalità complete del familiare che intende ricongiungersi e gli estremi del passaporto o di altro documento di viaggio riconosciuto equivalente (documento di viaggio per apolidi, documento di viaggio per rifugiati, titolo di viaggio per stranieri impossibilitati a ricevere un valido documento di viaggio dall’Autorità del paese di cui sono cittadini, lasciapassare delle Nazioni Unite o documento individuale rilasciato da un Quartier Generale della NATO). Alla domanda devono essere allegati il passaporto o altro documento di viaggio riconosciuto equivalente, il nullaosta e la documentazione attestante il legame familiare.

16. Quando e come viene consegnato il visto d’ingresso?
Entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta di visto.

17. Vengono forniti altri documenti dalle rappresentanze diplomatiche o consolari contestualmente al rilascio del visto di ingresso?
Sì, una comunicazione scritta in lingua comprensibile al richiedente il visto o, in mancanza, in inglese, francese, spagnolo o arabo, che illustri i suoi diritti e i doveri relativi all’ingresso ed al soggiorno in Italia, nonché l’obbligo di presentarsi entro 8 giorni dall’ingresso in Italia al SUI.

18. A chi devono comunicare le autorità diplomatiche o consolari il rilascio del visto allo straniero?
Allo Sportello Unico per I’Immigrazione in via telematica.

19. Cosa deve fare l’ospitante di chi arriva con il visto per ricongiungimento?
Dare comunicazione scritta, entro 48 ore, all’autorità locale di pubblica sicurezza, dell’aver dato alloggio, ospitalità o aver ceduto la proprietà di beni immobili, rustici o urbani, allo straniero o apolide, anche se parente o affine. La comunicazione deve comprendere le generalità del denunciante e dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l’esatta ubicazione dell’immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata o ospitata e il titolo per il quale la comunicazione è dovuta.
La violazione comporta una sanzione amministrativa di pagamento di una somma da 160 a 1.100 Euro.

20. Da chi e come viene consegnato allo straniero il provvedimento di diniego del rilascio del visto di ingresso?
Dalle autorità diplomatiche o consolari con provvedimento scritto e motivato, a mani proprie dell’interessato, contenente l’indicazione delle modalità di eventuale impugnazione, qualora non sussistano i requisiti previsti dalla suddetta procedura o quando anche risultino accertate condanne in primo grado, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p., per reati previsti dall’art. 380, commi 1 e 2, c.p.p. ovvero reati inerenti stupefacenti, libertà sessuale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite. Se lo straniero non comprende la lingua italiana, il provvedimento è accompagnato da una traduzione in lingua a lui comprensibile o, comunque, in inglese, francese, spagnolo o arabo secondo le preferenze manifestate dall’interessato.

21. Cosa deve fare lo straniero una volta arrivato in Italia con il visto per ricongiungimento?
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia deve prendere contatti con lo Sportello Unico per l’Immigrazione per ritirare il certificato di attribuzione del codice fiscale, compilare e sottoscrivere il modulo di richiesta del permesso di soggiorno per motivi di ricongiungimento familiare; in seguito riceverà la comunicazione della data di convocazione stabilita dalla Questura per i rilievi fotodattiloscopici e poi avverrà la consegna del permesso di soggiorno per motivi di ricongiungimento familiare o dell’eventuale diniego.

22. Possono richiedere il nullaosta al ricongiungimento familiare gli stranieri privi di un reddito?
Sì, nel caso in cui il richiedente non abbia un reddito proprio si può considerare anche quello del coniuge o dei familiari conviventi, purchè sufficiente.

23. I cittadini stranieri a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato e quindi titolari di permesso per asilo e i cittadini stranieri ammessi alla protezione sussidiaria possono richiedere il nullaosta al ricongiungimento familiare?
Sì e non sono tenuti a dimostrare di possedere i requisiti di reddito e alloggio.

24. Quali sono i documenti d’identità equivalenti al passaporto?
I documenti di identità equivalenti al passaporto possono essere:
• documento di viaggio per apolidi;
• documento di viaggio per rifugiati;
• titolo di viaggio per stranieri (impossibilitati a ricevere un valido documento di viaggio dall’Autorità del paese di cui sono cittadini);
• lasciapassare delle Nazioni Unite;
• documento individuale rilasciato da un Quartier Generale della NATO al personale militare di una forza della NATO;
• libretto di navigazione, rilasciato ai marittimi per l’esercizio della loro attività professionale;
• documento di navigazione aerea;
• carta d’identità valida per l’espatrio per i cittadini di uno Stato dell’Unione Europea;
• carta d’identità ed altri documenti dei cittadini degli Stati aderenti all’”Accordo Europeo sull’abolizione del passaporto” (firmato a Parigi il 13.12.1957).

25. Cosa deve fare il familiare all’estero una volta ricevuto il nullaosta?
Recarsi alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana per presentare la domanda per il rilascio del visto d’ingresso, insieme alla documentazione trasmessagli dal familiare richiedente e alla documentazione attestante il rapporto di parentela